L’abete e il Natale

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L’origine dell’albero di Natale è incerta. L’immagine dell’albero come simbolo del rinnovarsi della vita è presente sia nel mondo antico che medioevale, mentre l’uso moderno, anche se non provato con certezza, si fa risalire alla Germania del XVI secolo.

Si conoscono antichissimi usi, tipici di varie culture, di decorare gli alberi con nastri e oggetti colorati, fiaccole, piccole campane, animaletti votivi. Si pensava che le luci, che li illuminavano rappresentassero delle anime. In particolare l’abete era sacro a Odino, potente dio dei Germani.

L’abitudine di decorare alcuni alberi sempreverdi si diffuse tra i Celti durante le celebrazioni per il solstizio d’inverno. I druidi, antichi sacerdoti dei Celti, notando che gli abeti rimanevano sempre verdi anche durante l’inverno, li considerarono un simbolo di lunga vita e cominciarono a onorarli nella festa del solstizio.

Vichinghi dell’estremo Nord dell’Europa, nella settimana precedente e successiva al giorno con la notte più lunga, per auspicare il ritorno del sole, credevano che l’abete rosso  avesse poteri magici, poiché non perdeva le foglie nemmeno nel freddo inverno: alberi di abete venivano tagliati e portati a casa, decorati con frutti, ricordando la fertilità che la primavera avrebbe ridato agli alberi.

Abete luci

I Romani usavano decorare le loro case con rami di pino durante le Calende di gennaio.

Con l’avvento del Cristianesimo l’uso dell’albero di Natale entrò anche nelle tradizioni cristiane, la festa del Natale subentra alle celebrazioni per il solstizio d’inverno, quando il solerinasce”: da questa data le giornate ricominciano infatti ad allungarsi e lasciano presagire il ritorno della primavera, il ritorno della “vita”.

Nel Medioevo i culti pagani furono assimilati alla rivelazione cristiana. Oltre a significare la potenza offerta alla natura da Dio, l’albero divenne quindi simbolo di Cristo, inteso come linfa vitale, e della Chiesa, rappresentata come un giardino voluto da Dio sulla terra.

Si può però trovare anche un gioco religioso medioevale celebrato in Germania il 24 dicembre, il “gioco di Adamo e di Eva” (Adam und Eva Spiele), in cui venivano riempite le piazze e le chiese di alberi di frutta e simboli dell’abbondanza per ricreare l’immagine del Paradiso. Successivamente gli alberi da frutto vennero sostituiti da abeti in quanto considerati magici dal popolo, perché sempreverdi, dono che secondo la tradizione venne dato all’ abete proprio dallo stesso Gesù, come ringraziamento per averlo protetto mentre era inseguito da nemici.

L’uso moderno dell’albero nasce secondo alcuni a Tallinn, in Estonia nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, Raekoja Plats, attorno al quale giovani scapoli, uomini e donne, ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella.

Tradizione poi ripresa dalla Germania del XVI secolo. La tradizione dell’albero di Natale, è sentita in modo particolare nell’Europa di lingua tedesca, sia cattolica che protestante, sebbene sia ormai universalmente accettata anche nel resto del mondo cattolico, accanto al tradizionale presepe

In Italia la prima ad addobbare un albero di Natale fu la regina Margherita nella seconda metà dell’Ottocento al Quirinale, e da lei la moda si diffuse velocemente in tutto il paese.christmas-3021492_960_720

Di seguito alcune leggende legate all’Abete di Natale.

Leggenda di San Bonifacio

Una storia lega l’albero di Natale a San Bonifacio, nato in Inghilterra intorno al 680, che evangelizzò le popolazioni germaniche. Si narra che Bonifacio affrontò i pagani riuniti presso la “Sacra Quercia del Tuono di Geismar” per adorare il dio Thor. Il Santo, con un gruppo di discepoli, arrivò nella radura dov’era la “Sacra Quercia” e, mentre si stava per compiere un rito sacrificale umano, gridò: «Questa è la vostra Quercia del Tuono e questa è la croce di Cristo che spezzerà il martello del falso dio Thor». Presa una scure cominciò a colpire l’albero sacro. Un forte vento si levò all’improvviso, l’albero cadde e si spezzò in quattro parti.
Dietro l’imponente quercia stava un giovane abete verde. San Bonifacio si rivolse nuovamente ai pagani: «Questo piccolo albero, un giovane figlio della foresta, sarà il vostro sacro albero questa notte. È il legno della pace, poiché le vostre case sono costruite di abete. È il segno di una vita senza fine, poiché le sue foglie sono sempre verdi. Osservate come punta diritto verso il cielo. Che questo sia chiamato l’albero di Cristo bambino; riunitevi intorno ad esso, non nella selva, ma nelle vostre case; là non si compiranno riti di sangue, ma doni d’amore e riti di bontà».
Bonifacio riuscì a convertire i pagani e il capo del villaggio mise un abete nella sua casa, ponendo sopra ai rami delle candele.

L’abete e il taglialegna

Un taglialegna, mentre faceva ritorno a casa in una notte fredda e ghiacciata, ma illuminata dalla luce della luna splendente, si trovò di fronte agli occhi un meraviglioso spettacolo: grazie alla luna, attraverso i rami di un pino ricoperti di ghiaccio, si potevano ammirare le stelle che brillavano. L’uomo restò meravigliato da quella visione e volle riprodurre qualcosa di simile da poter mostrare alla moglie che lo aspettava in casa, così tagliò un piccolo pino e lo decorò ricoprendolo di candeline e tanti nastrini bianchi, come per rappresentare le stelle, la neve e il ghiaccio che aveva ammirato grazie al pino ghiacciato. L’albero così bello e candido piacque tanto a tutta la gente del paese, grandi e piccini, tanto che in ogni casa decisero di farne uno uguale ed ogni casa ebbe così il suo albero di Natale.

L’abete e il boscaiolo

Un povero boscaiolo si inoltrò nel bosco per cercare un ceppo da bruciare nel camino, si perse e fu costretto a passare la notte nella foresta, mentre nevicava fitto fitto. Il povero ragazzo stava morendo dal freddo e si riparò sotto ad un abete, che impietosendosi al vederlo tremare, decise di proteggerlo e ripararlo con i suoi rami, piegandoli verso il basso, quasi fino a terra. La mattina successiva (il 25 Dicembre), il ragazzo si svegliò sentendo le voci degli amici che erano andati a cercarlo; tutti rimasero stupiti dallo spettacolo che creò l’abete grazie alla neve che si era posata sui rami. Rilucevano tante decorazioni scintillanti e splendenti che brillavano al sole! Così da quel giorno la gente del villaggio decisero di decorare un albero per ricreare quella meravigliosa atmosfera, con luccichii e candeline.

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