Favoliamo

“Noi siamo alberi e gli alberi sono uomini.

Ai piromani, perché riflettano”

(M.Corona, Le voci del bosco)

SURAYA (2)  Disegno di Suraya K. classe 1D

Secondo gli antichi, gli alberi hanno una loro personalità e si riconoscono in essi affinità con gli uomini. I Celti, ad esempio, attribuivano agli alberi grande importanza.

Dopo aver letto molte favole, di scrittori antichi come  Esopo e Fedro, abbiamo provato a scriverne alcune anche noi. Ci siamo ispirati alle caratteristiche dell’Oroscopo celtico per personificare alcuni alberi, che sono diventati protagonisti di favole inventate e scritte da noi alunni.

L’ Olmo e lo scoiattolo

C’era una volta un Olmo che era molto gentile, però non aveva ancora un animaletto da ospitare. Un giorno passò di lì uno scoiattolo che non aveva ancora una tana, perché era antipatico e sempre di cattivo umore, così l’Olmo, che era molto gentile, fece un patto con lo scoiattolo e gli disse che, se fosse diventato più gentile con gli altri alberi, lo avrebbe ospitato nel suo buco per l’inverno. Lo scoiattolo accettò e riuscì a sopravvivere fino a primavera. La favola insegna che se si è buoni e gentili si può insegnare alle persone a cambiare.

                                         Favola scritta da Riccardo G.

Olmo

Caratteristica: gentilezza e simpatia

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Il melo e la volpe

C’ erano una volta un melo e una volpe. La volpe andò dal melo e gli disse: “Ehi! melo facciamo una gara? Chi vincerà prenderà tutte le provviste dell’altro. Ci stai?”. La volpe sapeva che, se l’albero avesse accettato, avrebbe preso tutte le sue mele e non avrebbe dovuto cacciare per l’inverno. Il melo pensò un po’ e rispose: “Sì, però scelgo io il posto della sfida”. “Ci sto” disse la volpe. L’albero sapeva che non lontano da lì c’era un altro melo. Il giorno dopo erano pronti per la gara. La volpe diede il via e partì come un fulmine e vide l’albero che non si muoveva. Non c’era nessuna speranza, perché non si poteva muovere, ma quando arrivò, vide il melo già lì. “Come è possibile” disse “io sono più veloce di un albero!” Malgrado la sua furbizia, questa volta aveva perso. Dopo la gara, come stabilito, la volpe portò le sue provviste al melo, ma dato che l’albero si nutre dalla terra ed è di animo generoso, diede le provviste vinte agli animali poveri, come per esempio i topi e i conigli. Gli animali lo ringraziarono molto e furono davvero felici.

                                                      Favola scritta da Daniel P.

Melo

Caratteristica:  generosità

Il Picchio e la Quercia

 quercia1

C’era una volta in una foresta un picchio che picchiettava sul tronco possente di una quercia. La quercia, pur essendo un albero resistente, tranquillo e determinato, alla fine si spazientì e urlò: “Basta!!! Mi dai fastidio!”. Il picchio, indifferente, non la ascoltò e continuò a picchiettare sulla sua corteccia possente. Alla sera, stanco, se ne andò a dormire. Nel frattempo la quercia chiese agli scoiattoli se potevano sbarazzarsi del picchio e così fecero. I giorni seguenti, però, senza il picchio, la quercia si sentiva sola e così chiese agli scoiattoli se potevano ritrovare il picchio. Il volatile ritornò dalla quercia e l’albero non fu più solo, il picchio visse per sempre con la quercia. La favola insegna che non bisogna saltare a conclusioni affrettate, ma prima cercare di capire gli altri.

                                                          Favola scritta da Ardi T.

Quercia

Caratteristica:  potere

La betulla e il picchio

Betulla 1

Una volta un picchio si appoggiò sul tronco di una betulla e cominciò a picchiettare. La betulla, data la sua fragilità, non riusciva a resistere al dolore ed allora disse al picchio: “Puoi andare su un altro albero per favore?” e il picchio rispose: “ No, sto bene qui”. Allora la betulla si mise a piangere e dai buchi uscì molta resina, la quale si incollò al becco del picchio e glielo bloccò impedendogli di aprirlo. Non disturbare gli altri se non vuoi che disturbino te.

                                                      Favola scritta da Alberto Z.

Betulla

Caratteristiche: eleganza e fragilità apparente.

ZambelliDisegno di Alberto Z. classe 1D

La betulla e l’ontano

C’era una volta una betulla molto bella ed affascinante, che si vantava della sua bellezza e criticava gli altri alberi. Ma gli altri alberi erano stanchi delle sue critiche, così decisero di fare qualcosa per farla smettere. La quercia che era la più saggia, decise che serviva qualcuno per farla ragionare; l’ontano, di animo gentile, si offrì per questo compito. Il giorno seguente l’ontano disse alla betulla “Sappiamo tutti che tu sei la più bella fra tutti gli alberi, ma hai qualche altra qualità come gli altri alberi”? La betulla tutta confusa disse “A cosa servono le altre qualità quando sei la più bella?”  L’ontano rispose “Anche le altre qualità sono importanti, per esempio il frassino è fantasioso, il melo generoso, la quercia potente e paziente, non si può criticare solo perché si è belli, anche gli altri alberi hanno delle qualità come te”. La betulla era sorpresa e disse “Io pensavo che le altre qualità non fossero importanti”. L’ontano rispose “Sbagli, tutte le qualità sono importanti, ricorda che non devi criticare solo perché sei bella ed elegante. Se fossimo noi a criticare te, ti piacerebbe?” La betulla rispose “No, ho sbagliato a criticarvi e mi dispiace non lo farò più”.  Tutti furono contenti che avesse capito. Non si possono criticare gli altri, perché hai una qualità che gli altri non hanno.

                                                      Favola scritta da Suraya K.

Betulla

Caratteristica:  Eleganza e vanità

Casson

Disegno di Anna C. classe 1D

 La gatta, la betulla e il topo

In un giorno pieno di sole, una gatta era particolarmente felice, perché aveva vinto una gara molto particolare: “Miss gattina”. Il premio era spettato a lei, anche per il suo meraviglioso completino con colori molto vivaci. Quando la betulla seppe la notizia, aspettò lì ferma dov’era, nel giardino della casa di Miss gattina. Appena la vide, non fece altro che prenderla in giro, perché per lei il vestito della povera gatta non era paragonabile alla sua raffinata eleganza. La gatta raccontò tutto all’unico topo che si fidava di lei. Lui, da buon amico, andò dalla betulla e cominciò a ridere di lei e del suo stile e, dopo avere fatto questo, le chiese: “E’ bello quello che tu fai agli altri?”. Questa favola dimostra che chi fa il bullo deve prima pensare a come si sentirebbe se fosse lui la vittima.

#STOPBULLISMO     #NOBULLISMO                                                                                                                                                                  Favola scritta da Anna C.

Betulla

Caratteristica:  Eleganza e vanità

Il frassino e lo scoiattolo

Frassino

C’ erano una volta un frassino e uno scoiattolo. Lo scoiattolo, arrampicandosi ogni giorno sul tronco, solleticava il frassino, finché il frassino esclamò “Smettila! Mi infastidisci!”. Lo scoiattolo non lo ascoltò e continuò a fargli il solletico. Una notte il frassino, che è un albero molto fantasioso, escogitò un piano per tendere una trappola allo scoiattolo.  Gli disse che c’ erano tantissime noccioline dentro ad una grotta. Lo scoiattolo ingenuo gli credette e cadde dentro la grotta. Il giorno successivo lo scoiattolo non tornò ed il frassino si preoccupò, così chiese ad un cane suo amico se poteva salvare lo scoiattolo. Dopo un giorno lo scoiattolo tornò e chiese scusa al frassino. Chi la fa l’aspetti.

                                                                      Favola scritta da Ylli K.

Frassino

Caratteristica:  Fantasia

La volpe e l’olmo

C’era una volta una volpe ladruncola, che tutti i giorni non faceva altro che rubare del cibo per la sua ingordigia. Un giorno su un prato vide un cesto pieno di panini e cercò di rubarlo, ma cadde in un buco profondo. Per  fortuna non si fece male, ma non riusciva ad uscire.  Durante la notte un olmo, che è un albero gentile e dal buon cuore, che si trovava vicino al buco, allungò un ramo e la volpe si attaccò ad esso e uscì dal buco. La volpe promise che non avrebbe mai più rubato. Con l’aiuto degli altri si può migliorare.                                                                   Favola scritta da Fatlum S.

Olmo

Caratteristica Gentile e simpatico.

Albero favolaWord Art

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Coloriamo l’autunno.

Dipingiamo ad acquerello

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L’acquerello permette meglio di altre tecniche pittoriche un’applicazione semplificata, ma sempre efficace dell’ accostamento cromatico e l’immediata percezione del risultato.

Gli alunni sono stati messi a confronto attraverso esperimenti compositivi, impiego di materiali e cromatismi, consentendo di ottenere risultati sia espressivi che interesse per il tema trattato.

Gli alberi nelle favole

La-quercia-incantata  «Per poter essere uomini si devono generare due figli e piantare tre alberi».

                                                                                                                                 (Proverbio cinese)

L’uomo da sempre è legato alla foresta ai boschi al punto da aver spesso fatto dell’albero un simbolo di vita, di libertà.

Alberi o arbusti sono spesso un supporto ai simboli religiosi, politici o morali presso molte società antiche e moderne.

A testimonianza dello stretto rapporto che da sempre esiste fra l’uomo e gli alberi analizziamo alcune favole antiche e la loro morale.

“I viandanti e il platano” di Esopo

“La quercia e il diavolo” favola sarda

“La canna e l’ulivo” di Esopo

Il platano , sacro alla Grande Madre a Creta,  consacrato ad Elena, figlia di Zeus e di Leda nel Peloponneso, compare in una famosa favola di Esopo.

La quercia rappresenta il simbolo della vita, della forza tranquilla, della virilità e del valore militare, è l’archetipo di tutti gli alberi, il piedistallo della volta celeste, l’asse del mondo presso molti popoli antichi. Per i Greci era sacra a Zeus.

L’ulivo , presente nella simbologia e nei miti fin dalla preistoria, è emblema di pace, forza, fede, trionfo, vittoria, onore.

 

“La quercia e il diavolo” favola sarda

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Un giorno il diavolo si recò dal Signore chiedendogli di fargli possedere uno spazio su una parte della creazione e così Domineiddio decise di consegnargli il bosco, ma solo nel periodo in cui esso era completamente senza fogliame. Le piante disperate non sapevano cosa fare, così andarono a consultare la quercia, che era più robusta e saggia. Questa dopo aver riflettuto gravemente disse che durante l’inverno lei avrebbe trattenuto le sue foglie, così che il bosco non fosse mai senza fogliame.

Da allora le foglie secche della quercia, coriacee e seghettate, rimangono sui rami per cadere completamente soltanto quando almeno un cespuglio si è rivestito di foglie nuove.

“La morale è…”

“La canna e l’ulivo” di Esopo

Ulivo

La canna e l’ulivo discutevano di resistenza, di forza e sicurezza e l’ulivo rinfacciava alla canna di essere debole e di piegarsi a tutti i venti. La canna a queste critiche non rispondeva.
Un giorno si levò una violenta bufera e la canna, per quanto scossa e piegata dalle raffiche di vento, ne uscì salva senza difficoltà.  L’ulivo, invece, che cercava di resistere ai venti, fu sradicato dalla loro violenza.

La favola mostra come chi non si oppone alle circostanze e alle persone più forti di lui, sta meglio di chi contende con i potenti.

“La morale è…”

“I viandanti e il platano” di Esopo

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Un giorno d’estate, quando il sole era alto, due viandanti accaldati e stanchi videro un platano e si sdraiarono alla sua ombra per riposare. Poi, levato lo sguardo verso il platano, presero a dire che quell’albero così sterile era inutile agli uomini. Ma l’albero rispose: “Ingrati! Mi accusate di essere sterile e inutile, mentre ancora state godendo dei miei benefici”.

Anche fra gli uomini ci sono persone “modeste” alla cui bontà non si fa attenzione, malgrado facciano del bene al loro prossimo.

“La morale è…”

La morale è…

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I VIANDANTI E IL PLATANO di Esopo

Secondo Alessia, Daniel, Denis la morale è:

“Dobbiamo accontentarci di ciò che abbiamo e rispettare gli altri, anche chi non sembra importante può esserci d’aiuto”

LA CANNA E L’ULIVO di Esopo

Secondo Ardi, Anna, Suraya la morale è:

“La favola insegna che chi si vanta in futuro sarà una vittima. Non bisogna essere rigidi, ma sapersi piegare per vincere in un secondo tempo”

LA FAVOLA DELLA QUERCIA E IL DIAVOLO favola sarda

Secondo Alberto, Atikur, Lumi, Riccardo la morale è:

“Bisogna saper sacrificare una parte di sé per fare del bene”